SOTTOVOCE,   PREGO. ( Impresa Etica e nuove professioni).


Oggi sono molte le persone e le organizzazioni di cittadini che cercano di creare
un' economia pulita, aziende diverse cioè  "Imprese Etiche". Tutto ciò, sia sotto il profilo socio- economico sia sotto quello della sostenibilità e qualità della vita é sicuramente una strada da percorrere per creare alle generazioni future una economia "depurata" ripsetto a quella attuale. Sicuramente il proliferare di questi dibattiti ridurrà sempre più il divario fra cittadino ed economia.

Tuttavia, ci sono almeno due solidi ostacoli da superare, il primo quello economico, in altre parole - non ci sono soldi o perlomeno ne servo molti per mettere in cantiere qualsiasi progetto concreto- il secondo punto ma primario é far acquisire alle coscienze sociali il concetto di economia e di risparmio, cioè un' educazione economico- finanziaria che dia la possibilità di poter utilizzare gli strumenti cognitivi per poter affrontare la sfida economica. Si,  proprio una sfida.

Perché l' economia e la finanza non hanno bisogno di orpelli e fronzoli vari, per poter essere produttivi e soprattutto competitivi bisogna essere disposti ad accettare la sfida, nulla é dovuto.

Detto questo, da circa dieci anni in Italia é comparsa una nuova figura professionale che é quella del consulente finanziario indipendente fee- only( solo a parcella), il quale come qualsiasi libero professionista viene remunerato solo a parcella cioè l' onorario professionale, (architetto, commercialista, avvocato, etc.).

La confusione che é in atto fra questa figura e quella del consulente finanziario bancario( promotore finanziario), validissima figura professionale, é attualmente in corso e non solo nella platea dei risparmiatori ma anche ai vertici di istituzioni finanziarie e banche.

Chiariamo che i promotori finanziari- consulenti  hanno da tempo un loro albo professionale, mentre da qualche anno vi é una continua negligenza a voler creare l' albo dei consulenti indipendenti adducendo pretesti banalissimi e non veritieri non da ultimo che mancano le risorse perché numericamente pochi( oggi in Italia fra studi e liberi professionisti associati alla NAFOP circa 300). In Europa é una figura oramai consolidata da qualche decennio, negli USA da oltre 3o anni, un dato interessante é che il 49% dei risparmiatori americani utilizza i servizi di un consulente indipendente.( Fonte: “CFP Board of Standards”).

In realtà questi problemi sono una vera e propria FUFFA, si esattamente. Comunque si é intrapresa un' altra strada oltre a quella della raccolta delle firme di cui parleremo fra qualche riga. La strada che si sta percorrendo é quella di unificare all' albo esistente dei promotori- consulenti quello dei consulenti indipendenti, naturalmente con due sezioni distinte e separate con apposito organismo di controllo e vigilanza, attualmente esiste l' associazione nazionale dei pianificatori finanziari indipendenti senza confitti di interessi che é la NAFOP, la quale ha la tenuta di un registro degli indipendenti.
La formazione dei consulenti indipendenti é curata da società ad hoc di alta formazione nel settore,
Fermo restando una volta per tutto che la differenza sostanziale di queste due tipologie di professionisti é la seguente:

- i promotori consulenti operano  con un mandato ottenuto esclusivamente dall'  intermediario per il quale agiscono( banche, sim, sgr, etc), consigliano e vendono strumenti finanziari, assicurativi e previdenziali e tutto ciò che riguarda il risparmio gestito. Gestiscono il denaro del Cliente e percepiscono commissioni sui prodotti consigliati e/ o venduti. Per la tipologia di rapporto in merito alle vigenti leggi sono in conflitto di interesse poiché consigliano e vendono unicamente quello che offre il loro intermediario, sono comunque la figura storica professionalmente riconosciuta nel risparmio gestito in Italia.
Inoltre i promotori finanziari vendono anche servizi, possono vendere il servizio di consulenza della casa mandante.

- I consulenti indipendenti solo a parcella operano esclusivamente nell' interesse di un unico soggetto: il Cliente. Consigliano, guidano, tutelano e affiancano il risparmiatore, privato o impresa nelle scelte di investimento ma NON possono vendere alcun prodotto anche se consigliato o strumento finanziario, assicurativo e previdenziale, inoltre non percepiscono commissioni dagli intermediari sui prodotti consigliati. Svolgono la funzione di tutor presso le aziende e non di rado offrono la struttura in Outsourcing ( organizzazione di alcune aree dell' impresa all' esterno) per risparmiare costi elevati alle imprese rispetto ad una propria struttura interna. Non gestiscono il denaro del Cliente neanche temporaneamente infatti gli é fatto divieto assoluto di gestione del denaro. Quindi una consulenza oggettiva e non strumentale.
Oltre all' analisi finanziari si dedica all' analisi e perizie di strumenti derivati, mutui e leasing e in alcuni casi alla risoluzione alternativa delle controversie.
Questa figura professionale il quale albo stenta a decollare é in dirittura d' arrivo. Alcune stime sostengono che in caso di entrata dell' albo vi sarebbe un' affluenza di almeno 5- 10.000 nuovi iscrizioni all' albo dei consulenti indipendenti.Questo sarà possibile perché non sono pochi i promotori e i bancari che lascerebbero la posizione attuale per intraprendere la strada della consulenza indipendente.
Da quali settori provengono i consulenti indipendenti? Alcuni dall' esperienza bancaria, come promotori e sportello, assicurativa, commercialisti, avvocati, consulenti d' impresa, etc.

Ma qual' é il beneficio per la collettività di fronte al ricorso di una figura professionale come quella del consulente indipendente?

Numerosissimi, un esempio concreto é quello per il Cliente di proseguire il dialogo con la banca abituale su basi diverse, maggiore trasparenza e chiarezza, minori costi( il carrello di prodotti  spesso ha commissioni elevati e invisibili ad occhi non esperti ossia una parcella occulta), questo può riguardare anche mutui, conti correnti, leasing, etc. Premesso che il rapporto con una banca oggi é inevitabile, dagli stipendi ai prestiti, carte di credito, ai muti e finanziamenti alle imprese, etc.


Inoltre il consulente indipendente ha l' obbligo morale di essere sempre chiaro con il Cliente, cioè di tradurre il linguaggio bancario- assicuratese con termini semplici e non tecnici affinché il Cliente, il risparmiatore uomo della strada possa acquisire una coscienza maggiore del mondo economico e dell' apparato bancario. Quindi un educatore in tema di finanza e risparmio. E' frequente che il consulente indipendente tenga corsi o seminari di educazione finanziaria a privati, imprese, enti o scuole.

Un tema comune alle due figure professionali é sicuramente l' analisi, la pianificazione finanziaria e previdenziale.

UN CHIARIMENTO OPERATIVO

Ma se non c' é un albo come stabilire chi é in regola oppure no? 
Il Ministero delle Finanze( MEF)  ha emanato  un decreto sui requisiti per l’accesso all’albo e la Consob ha pubblicato un regolamento con tutti gli adempimenti dei consulenti indipendenti.

Anche per questo stiamo chiedendo la tua firma, affinché l' economia e la finanza non siano più un arcano e terreno ostico ma delle semplici leve da adoperare quotidianamente con trasparenza e comprensione, salvaguardandosi da spiacevoli sorprese.

Per te, per noi e per tutti firma anche tu.

Sono sufficienti pochi attimi al link seguente. Grazie

( Fonte riservata R.N.- IL SAGGIO- settembre 2013).




Associato Nafop

























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